I fratelli Sgarra raddoppiano con StarPops: a Trani sorge una “stella popolare”

Accanto a Casa Sgarra ed alle sue eccellenze enogastronomiche, è nato un caffè bistrot in cui comprare anche il pane fino a tarda sera. Gli Sgarra, con il loro staff, collaborano con Save the Children a un dolce progetto in favore dei bimbi afgani.

Trani, ormai incontrastata Città del Gusto della regione, saluta il sorgere di un’altra stella, questa volta popolare. Infatti, i fratelli Sgarra al gran completo, insieme a un gruppo di dipendenti hanno dato vita a StarPops, la versione pop della cucina stellata portata in città dallo chef Felice. Qui, il principio guida è una formula di grande “pugliosità”. In Puglia l’espressione “a stare” suggerisce quell’ozio attivo e rigenerante che può rimettere al mondo. Ma l’evocazione nel nome StarPops è anche riferito all’idioma inglese “to stare”, ovvero ammirare. Questo è lo spazio per la contemplazione estatica, per il piacere sensoriale, per il buon ritrovarsi in un cocktail o in un piatto ben fatto.

Da StarPops si può fare colazione, si può comprare pane e focaccia fino alla chiusura, sempre caldo e fragrante. Si può mangiare un gelato, bere un cocktail, ma anche fermarsi a pranzo o per un aperitivo per un menu easy e allo stesso tempo curatissimo. Il design esterno e interno del locale rimanda alle immense distese di grano della Puglia, materia prima ed insostituibile dell’arte bianca, e alla terra fertile, elemento primigenio del Dna della famiglia Sgarra.

La stella popolare accanto a quella Michelin

 StarPops vuole essere quella stella popolare, fatta con un gusto popolare, però fatto bene, accompagnato da un servizio dinamico. In questa occasione lo chef Sgarra sveste la fascia di capitano e diventa un mediano: del resto in uno staff vince la squadra. StarPops è nato grazie alla collaborazione tra i fratelli Felice, Roberto, Riccardo con la sorella Mariateresa ed il suo compagno “the australian guy” Roberto Pesce, il maestro panificatore e chef Giovanni Di Palma, il secondo chef di Casa Sgarra Nicola Gentile e il Mastro Pastaio Michele Paradiso. I dipendenti di Casa Sgarra sono così diventati soci, facendo una manovra inversa rispetto a tanti ragazzi che, post-pandemia, hanno mollato la ristorazione. Loro sono rimasti al tavolo e hanno raddoppiato la puntata, diventando di fatto imprenditori.

Ma perché aprire un bistrot accanto al ristorante stellato creato dalla famiglia Sgarra? Un semplice presidio del territorio? Più che altro una naturale conseguenza. «StarPops è nato accanto a Casa Sgarra solo perché c’erano già dei laboratori a disposizione – spiega Riccardo – Avevamo la possibilità di ampliare Casa Sgarra con laboratori di pasticceria e panetteria. I nostri collaboratori, oggi soci di StarPops, hanno avuto l’intuito, che è partito da Nicola, nel dire: “Possiamo investire con voi?”. Noi ci siamo sentiti sia elogiati, ma anche aiutati. Quindi abbiamo fatto quello che, quando eravamo più giovani, impegnati in altre realtà, non ci è stato permesso. Diventare soci significa dare una forza maggiore al progetto e alla nostra storia di famiglia».

Una soluzione alla carenza di personale

A marzo 2021, quando il secondo stop dettato dalla pandemia si è fatto particolarmente pesante, gli Sgarra hanno voluto tenere vicini i proprio collaboratori, progettando insieme una nuova avventura. «Nessuno ha mai dato a me o ai miei fratelli la forza economica per iniziare – spiega lo chef Felice – Di solito, arriva l’imprenditore che fagocita il giovane. Invece oggi siamo noi i piccoli imprenditori. Per questo abbiamo unito le forze. Durante il lockdown abbiamo avuto modo di pensare e ci è venuto in mente di fare un semplicissimo bistrot in cui far crescere chi, come Nicola, ha iniziato con noi».

Nicola Gentile, 25 anni, originario di Andria, vede nel modello StarPops una soluzione anche all’emorragia di personale nella ristorazione. Ma prima di tutto deve esserci ambizione. «Durante il lockdown non ci siamo lasciati abbattere dalla situazione, ma abbiamo pensato a come sfruttare la situazione a nostro vantaggio, svoltando la nostra vita. Ci siamo confrontati con i fratelli Sgarra perché crediamo in loro. Oggi siamo felici di aver raggiunto insieme questo obiettivo»

“Un Trenocelle può aiutare”

StarPops si basa sul cibo e il bere fatti bene. Ma nell’animo dei fratelli Sgarra e del loro team c’è anche una forte spinta a fare del bene. Così hanno chiesto a Save The Children di supportarli nell’iniziativa benefica Un Trenocelle può aiutare. Un anno di ricavato dalle vendite del gelato andriese per antonomasia, elaborato in tre varianti (mandorla, pistacchio e nocciola) verrà devoluto a Save the Children per aiutare i bambini afghani, come simbolo di solidarietà e dolcezza per i più indifesi.

«Abbiamo pensato che questo dolce potesse aiutare – spiega lo chef – Save the Children ha sposato la nostra causa, permettendoci di fare del bene con un dolce». «Il Trenocelle per noi è un ricordo d’infanzia e un segno di gratitudine per la vita felice che abbiamo vissuto da bambini e che tanti, oggi, non possono vivere», aggiunge Riccardo. Nella versione targata StarPops del Trenocelle il segreto c’è, ma lo chef lo nasconde dicendo che dentro non c’è nient’altro che «un pezzo di cuore».

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