Marzà, un luogo che nutre l’anima

“Un’estate al mare, voglia di remare, fare il bagno al largo per vedere da lontano gli ombrelloni, oni, oni” cantava Giuni Russo. È iniziata  la bella stagione, tutti sentiamo il bisogno di stare all’aria aperta, respirare lo iodio in libertà dopo il lungo periodo di lockdown e tuffarci in acque fresche e cristalline. La Puglia offre tantissimi lidi meravigliosi, dal Gargano al Salento, tuttavia questa volta voglio parlarvi di un luogo speciale ed inusuale per nutrirsi l’anima, per rilassarsi immergendosi nella natura selvaggia ed incontaminata: un viaggio sensoriale a tutto tondo nel lido Marzà a Monopoli, in provincia di Bari.

Mi accoglie, sotto un sole cocente ed una temperatura di 38 gradi centigradi, Viero Affatato, proprietario del lido, che mi viene incontro esordendo: ”Non sono stato io a scegliere questo luogo, è stato il luogo a scegliere me!”. E così inizia il viaggio. Vengo coinvolta immediatamente dalla bellezza incontaminata del luogo e ricevo dalla natura, dalle pietre, dalla imperfezione dei camminamenti, dalle installazioni di opere d’arte, dalle erbe spontanee, una sferzata di energia.

Questo luogo ha all’incirca 150 postazioni per ombrelloni ed è suddiviso in tre aree; la prima è quella riservata a famiglie con bambini fino a 12 anni, zona comoda, con lettini ed ombrelloni distanziati, e con delle zone d’ombra naturali, fatte da alberi di fichi ed altre specie di macchia mediterranea. Subito dopo ci spostiamo nella seconda zona, l’area giardino, situata a ridosso del mare.

Viero ha pensato a quest’area anche in funzione dei nostri fedeli amici a quattro zampe, in modo da poter offrire a tutti gli ospiti la possibilità di portare a seguito i propri animali di affezione, condividendo con essi una giornata di mare senza doverli lasciare a casa.  Per spostarsi da un luogo all’altro si percorrono dei camminamenti, sentieri naturalmente imperfetti, mai pavimentati, lungo i quali si viene investiti da quasi violente folate di profumi di origano, di timo selvatico e di salicornia. Davvero mediterraneo!

Nella zona  giardino si incontra una delle genialate di Viero : la “via dell’Arte”, un percorso – esposizione en plein air di opere dell’artista Franco Gobbi, celebre per i suoi volti, ritratti in stampa su carta e su cristallo.

L’ultima area è l’Habitat, una zona estremamente estesa, tale da garantire la massima riservatezza a ciascun ospite, con ombrelloni e lettini particolarmente distanziati fra loro e dove, a ridosso della battigia, sono collocate anche le amache. Dondolarsi su di esse, in riva al mare, per rilassarsi socchiudendo gli occhi ed ascoltando lo sciabordio delle onde che terminano la loro corsa sulla spiaggia è una sensazione terapeutica, rigenerante, energetica, unica. In due parole: fuori dal tempo e dallo spazio.

La zona è stata realizzata su piccoli terrazzamenti in pietra, ma regina di quest’area è una magnifica zona d’ombra nella quale i lettini sono posti sotto una fitta macchia di verde dalla quale si domina l’accesso al mare.

La particolare attenzione di Verio per l’Arte e per la Natura è testimoniata da una serie di opere in fil di ferro leggero di Nicola Gengo, collocate nell’Habitat, tra le quali una, in particolare, colpisce profondamente, installata com’è su di una roccia a strapiombo sul mare, definita “ Il pescatore di anime “.

In questo luogo l’anima del viandante viene appagata dalla Natura e dalla Cultura, dall’Arte, dal mare e dal vento, dai colori ineguagliabili di Puglia, dai silenzi e dalle musiche senza rumore, dall’energia rigenerante che promana da ogni centimetro di terra o sabbia  su cui si posano i piedi.

Chiedo a Viero di poter fare una nuotata in questa insenatura meravigliosa con un fondo sabbioso, mi tuffo ed all’improvviso, riemergendo, vedo svolazzare intorno a me le farfalle e…torno bambina.

È difficile descrivere con parole appropriate la bellezza di questa parte di Marzà: forse, potremmo parlare dell’insenatura come della lama di una gigantesca spada di Re Artù che taglia la roccia degli scogli aprendo un varco al mare cristallino che vi si insinua intimamente. La serenità qui arriva a tutti perché c’è privacy, spalmata su ben due ettari di area di proprietà, c’è una musica raffinata, finalmente senza stressanti percussioni, c’è buon cibo che ti viene portato in elegante packaging sin sotto l’ombrellone: insomma, benessere allo stato puro.

Ed oltre alle tre aree dedicate ai bagnanti c’è anche un’area riservata  al benessere per godersi un massaggio direttamente sul mare con oli aromatizzati al rosmarino raccolto direttamente in spiaggia e  preparati direttamente dalla sorella di Verio.

In un luogo tanto speciale non poteva mancare un ristorante all’altezza, in cui si apprezzano anche le tavole dipinte da Leo Nisi, che da romantico Pierrot della tavolozza, come è stato definito, ha arricchito tavoli in legno e separé con i suoi lavori che mi sono sembrati pura poesia.

Così, la ciliegina sulla torta è stata la cucina dello chef Gigi Rana, che ha pensato bene di accogliermi con delle polpette di pane straordinarie ed una superba frisa pugliese…un gesto semplice, una cucina autentica, in piena sintonia con la genuinità del luogo e che mi ha fatto, improvvisamente, tornare indietro ai tempi della mia infanzia. Il menù è disponibile attraverso l’utilizzo del QR code, è ricco di prodotti all’insegna della stagionalità, della genuinità e di quanto di meglio possa offrire il mare di Puglia e può essere servito anche sotto l’ombrellone; se dovessi utilizzare un hashtag per descrivere la cucina di Gigi Rana e la sua accoglienza userei l’espressione : “#astare”, che per i pugliesi è sinonimo di “ non ti muovere da qui perché a te ci penso io”…

Alla fine di questo percorso, che dire? Un posto straordinario, da non perdere. Per apprezzarlo occorre la stessa sensibilità del suo ideatore, oltreché, naturalmente, prenotare online.

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