Pinuccia, il canto del gallo e il “grifuare” di Alberto

Bene! Avevamo lasciato Edoardo e Nonna Pina alle prese con il quiproquo dialettale per il quale il povero ragazzo temeva il rientro della bisnonna dal suo giro mattutino con un colombo spennato in mano. Nonna Pina, infatti, avendo ricevuto solo un’istruzione elementare, insieme a quella dei campi e del duro lavoro quotidiano, il più delle volte utilizzava il dialetto pugliese rivolgendosi a familiari, amici e conoscenti. Spesso, storpiava senza accorgersene parole della lingua italiana, provocando tenere risatine da parte dei suoi interlocutori. Per fortuna, quel giorno Pinuccia – questo il suo vezzeggiativo sin dalla più tenera età – era rientrata nella vecchia masseria di famiglia con una cesta piena di fioroni appena raccolti. Da quella prima mattinata insieme, Edoardo e Nonna Pina diventarono inseparabili.

I genitori, considerate le poche vacanze a disposizione, approfittavano di quelle fughe in Puglia per rilassarsi abbastanza da ricaricare le batterie, consapevoli di dover affrontare un intero inverno lombardo. Così, il piccolo Edoardo – la cui sveglia interiore suonava con il canto del gallo quando fuori albeggiava – sgattaiolava fuori dalla camera matrimoniale, dove lasciava sua mamma Elisa alle prese con l’insistente russare di suo padre Alberto, che non poteva per alcun motivo al mondo essere svegliato prima di un orario composto almeno da due cifre, perché “Era stanco dalle fatiche del lavoro in ufficio”. Edo passava quindi ore e ore con la bisnonna che, mentre svolgeva le faccende di casa, raccontava di Zio Michele, Nonno Marino e molti altri nomi e volti lontani nel tempo, di cui il ragazzo non aveva quasi mai sentito parlare. Rivolgendosi al suo piccolo interlocutore di riguardo, però, Nonna Pina cercava di usufruire di tutte le sue conoscenze elementari per permettere al ragazzo di seguire la conversazione con fluidità. Dove non arrivavano le sue capacità subentrava il dialetto, la gestualità – sempre sia lodata quando ci si trova in terre straniere la mimica facciale e il gesto deciso – e l’abilità di Edoardo a cogliere le espressioni della bisnonna.

E proprio in quella seconda mattinata di tranquillità tra il ragazzo e Pinuccia, fattesi le dieci – anche Elisa era ormai in piedi a gustarsi il suo caffè – Nonna Pina, non riuscendo più a trattenersi all’ennesimo strombazzamento proveniente dalla camera da letto, ha esclamato: “Oh, ma questo ancora a GRIFUARE sta?!”. Momento di silenzio seguito da uno scoppio di risate generali. Dalla porta della camera si affaccia finalmente Alberto, con le mani a stropicciarsi la faccia, ormai sveglio. Nonna Pina ha deciso così!

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