FaceFood, le buone persone dietro il buon cibo

Fino al 5 settembre, a Trani, sarà possibile visitare la mostra dedicata a chef, patron e produttori che stanno facendo grande l’enogastronomia pugliese, ritratti da Franz Gustincich e Claudio Auriemma, e raccontati da Vittorio Cavaliere.

In America il facebook è un album che raccoglie tutte le foto di tutti i liceali iscritti in un dato anno. Si compila per ricordare gli amici di classe – dai più amati ai più temuti – accompagnando ogni foto con una breve bio. Poi Mark Zuckerberg ha preso questo oggetto e lo ha digitalizzato, aggiungendoci tutte le funzionalità con cui siamo abituati a interagire oggi. Da questa idea – fotografare un momento storico della storia dell’enogastronomia pugliese, attraverso le foto degli uomini e delle donne che la stanno valorizzando – è nato FaceFood. Si tratta di un progetto di storytelling per immagini, concretizzato in 49 fotografie in mostra fino al 5 settembre a Palazzo delle Arti Beltrani, in pieno centro storico della Città del Gusto di Puglia per eccellenza, Trani.

Mentre Franz Gustincich e Claudio Auriemma hanno immortalato calici che volano e pose austere di chef, patron e produttori, Vittorio Cavaliere ha raccolto le loro storie, svolgendole come un serpentello di impasto per orecchiette sulla spianatoia bianca delle pagine del libro FACEfood, la Puglia rinasce – diario di un viaggio alla ricerca del buon gusto (Besa editrice). Ne è venuta fuori una galleria di ritratti che gli stessi creatori giudicano assolutamente parziale. Troppi gli esclusi. Ma il campione di chi lavora sodo, tutti i giorni, con impegno e fedeltà, per rendere grande la Puglia nel mondo, è decisamente rappresentativo.

Dalle pareti occhieggiano i ritratti di alcuni protagonisti di ristoranti stellati Michelin come i fratelli Sgarra di Casa Sgarra- Trani (Bt), Antonello Magistà de Il Pashà (Conversano, Ba), Angelo Sabatelli (Putignano, Ba), oppure il maestro panificatore e ambasciatore del gusto Pascal Barbato, i Fratelli Matarrese di Matarrese Impianti, Vitantonio Rozzo del Caseificio Coratino, i fratelli Gentile, i volti del ristorante Cibus di Ceglie Messapica, lo chef Leonardo Vescera e tanti altri. «È stata una ghiotta occasione per testimoniare la straordinaria vitalità della ristorazione pugliese e di coloro che i prodotti del territorio, eticamente, li rendono un vanto nazionale» ha dichiarato Vittorio Cavaliere.

L’obiettivo del gastronomo Cavaliere e dei fotografi Gustincich e Auriemma è quello di aiutare la ripresa del settore agroalimentare. La ristorazione è parte integrante di un discorso che inizia dai campi e dagli allevamenti e si conclude in tavola, o in una camera d’albergo che accoglie gli ormai sempre più numerosi turisti enogastronomici. Mesi e mesi di chiusure e restrizioni hanno prostrato chef e imprenditori della ristorazione. Non si può ripartire da soli: FaceFood è un modo per dare una mano attraverso il racconto di ciò che è buono, bello e anche giusto.

«Questo viaggio è atipico – ha spiegato Auriemma, che insieme a Gustincich fa parte dell’agenzia F&Co, specializzata in enogastronomia – per noi che siamo abituati a fotografare e rendere appetitosi i prodotti, perché lo abbiamo centrato sui ritratti di chi di questi prodotti ne fa arte». «Il nostro lavoro – ha aggiunto Gustincichè trasformare in immagini gli aromi e i sapori, e raccontare il buon cibo, ma per questa volta abbiamo voluto narrare gli autori della gastronomia e dei sapori pugliesi, coloro che sono dietro al successo enogastronomico della regione».

Facefood, patrocinata dall’assessorato alle culture della città di Trani in collaborazione con L’Associazione Delle Arti, promossa dall’associazione Tummà, è un’opera tangibile della voglia di ripartire, resa concreta anche dalla generosità degli sponsor – primo fra i quali il gruppo Megamark – e dall’ospitalità del Palazzo delle Arti Beltrani, oltre al lavoro di tante persone che insieme agli autori, hanno reso possibile il materializzarsi dell’evento. La ripartenza non passa solo dai ristori: il tassello più importante resta la comunità.

Credits foto: F&CO

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