Più presidi per tutelare la qualità della Puglia

Dovevamo aspettarcelo. Dopo il successo raggiunto dalla nostra Regione nell’ambito dell’ospitalità e nel settore del food e beverage, sono arrivati gli accanimenti da parte di alcuni critici, food blogger e influencer, nel denunciare alcune negatività. È di poco tempo fa la critica da parte di un “addetto ai lavori” che sosteneva, che in Valle d’Itria non ci fosse un ristorante degno delle sue attenzioni e che il livello medio fosse molto basso. Innanzitutto nella sua esposizione ha confuso tutta la Valle d’Itria per quella che invece è la zona salentina più esposta al mare, nel brindisino, e questa è già una cosa grave. Nessuna autorità è intervenuta a difesa, nessuna associazione e secondo me ci siamo beccati un ingrato e ingiusto giudizio.

A mio parere bisogna creare dei PRESIDI a tutela della qualità e nello stesso tempo della continuità di tutto quello, che si è realizzato di buono nell’indotto TURISTICO, annettendo il settore AGRO ITTICO ALIMENTARE.

Ci sono voluti anni di duro lavoro per posizionare la nostra Regione ai vertici del Paese, ma basta veramente poco per poter ricadere di nuovo nel dimenticatoio. Troppi improvvisati e faccendieri si aggiungono a un carro vincente pensando che il raccolto debba essere abbondante e immediato, destabilizzando però un equilibrio di correttezza e professionalità, portandolo decisamente al ribasso. Queste infiltrazioni, e fortunatamente al momento ritengo non siano tante, le troviamo in casi di pessima ospitalità alberghiera e non, nelle produzioni alimentari, compreso vino e olio, e nei vari prodotti di consumo sia della terra che del mare.

Io non esigo una rigidità di presidio assoluta, ma il già voler creare una mentalità vincente che ci porti a vivere di orgoglio e di futuro, sarebbe già tanto. Realizzare, e qui la nostra Regione ci deve mettere tanto, delle Associazioni, delle Fondazioni, dei Corsi Professionali più diretti al Menageriato  non solo per far da mangiare e dormire, ma all’esaltazione della nostra antica cultura. Quello che si è fatto con la pizzica di Melpignano, così famosa in tutto il mondo, da esportarla, lo si può fare anche con i vari percorsi storici che hanno segnato la nostra Regione.

Nel corso dei miei 40 anni da operatore del settore mi sono trovato più di una volta a essere coinvolto, o addirittura ad aver preso iniziative in proprio, in tantissime associazioni, con tanti piccoli e seri operatori e imprenditori; però ci siamo persi per strada perché alla fine ci siamo ritrovati bravi, meno bravi e altri. Queste situazioni sono quelle che producono discontinuità e lasciano spazio a critiche.

È chiaro che queste Associazioni, senza un intervento poderoso da parte delle amministrazioni pubbliche, per sopravvivere debbano necessariamente coinvolgere operatori e produttori con ambizioni molto più commerciali, che però discordano da quell’immagine che noi invece vorremmo dare.

Alla fine ritengo che realizzare in ogni piccola parte del territorio un’Associazione, una Fondazione, un Consorzio, che lavori facendo rete, sostenuta dall’amministrazione pubblica, permette un miglior controllo nel nome della qualità e della continuità.

È solo ed esclusivamente un mio umile modo di vedere le cose, forse sarà un sogno? MI FACCIO GLI AUGURI DA SOLO.

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