Marianna Calderaro, da contabile a chef per inseguire un sogno

Faceva la contabile in uno studio di amministrazione condominiale, ora è una delle cuoche pugliesi più apprezzate a livello nazionale. Una vita tra le scartoffie di ufficio e tanti numeri da far quadrare che poi in cucina si è trasformata (e l’ha trasformata).

Marianna Calderaro ha 44 anni e viene da Monopoli. Fino a 4 anni fa non avrebbe mai pensato di diventare chef, anche se la passione per i fornelli l’aveva sempre coltivata. Era solo un hobby però, non credeva che sarebbe diventata un lavoro. Ma quando l’amore è totalizzante il confine che separa i sentimenti dalla professione scompare nella volontà di concretizzare le proprie ambizioni. E allora si è messa a studiare, a sperimentare, si è impegnata tanto con dedizione e umiltà. Si è iscritta ad «Eccelsa», istituto professionale di Alberobello che da anni forma generazioni di talenti all’ombra dei trulli, in uno dei posti più belli al mondo. Lì il sogno di diventare cuoca ha preso forma reale. Un sogno che Marianna aveva deciso di inseguire dopo un grave problema di salute tre anni fa.

«Ho scelto di inseguire il mio amore per realizzare me stessa», dice. E allora si è iscritta a Masterchef dove è arrivata fin quasi in semifinale. L’esperienza in tv le ha dato fiducia e ha deciso di non mollare, frequentando il corso professionale ad Eccelsa. Prima che la pandemia fermasse tutto lavorava ad Ostuni in una delle sale ricevimenti più esclusive di Puglia: «Il mio sogno è quello di lavorare in strutture di livello – dice – ora finalmente ci sono segnali di ripresa, ma non so ancora dove sarà il mio futuro».

Oggi ha portato la cucina rosa della Puglia ai vertici nazionali classificandosi al terzo posto al primo Trofeo nazionale professioniste lady Chef. La cuoca di Monopoli ha rappresentato la nostra regione conquistando la giuria (composta a maggioranza da professionisti della Nazionale italiana cuochi) con un piatto fortemente ancorato alla territorialità. Calderaro infatti ha realizzato il filetto di maialino della Valle d’Itria con marinatura e laccatura al pomodoro e una panatura finale di mandorle salate sempre al pomodoro, insieme a una zampina, tipica della Puglia.

«Sono onorata di aver rappresentato la Puglia e di aver valorizzato il territorio attraverso il mio piatto. È stata una meravigliosa esperienza frutto di tanto lavoro e sacrificio – dice la chef –. Ringrazio la mia famiglia che mi ha sostenuto e supportato durante tutto il periodo di preparazione, la mia associazione provinciale cuochi Taranto, in particolare i grandi professionisti che hanno creduto in me: il presidente Domenico Lillo, Giuseppe Palmisano, Raffaele De Giuseppe e Giovanni Curri. Ringrazio inoltre l’unione regionale cuochi Puglia con il presidente Salvatore Turturo. Ringrazio inoltre l’istituto Eccelsa di Alberobello per avermi ospitato durante gli allenamenti».

I suoi piatti sono fortemente ancorati alle radici: «Mi piace una cucina che è legata alle radici del nostro territorio che parte dalla tradizione e dalla valorizzazione dei nostri prodotti per interpretarli in chiave moderna, ma sempre con semplicità e senza stravolgere la tradizione stessa».

 

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