Marilina Nappi e le Cantine Spelonga, un sogno condiviso con i genitori

È vero che il vino assomiglia ai propri produttori, un riflesso che si trasferisce in bottiglia riuscendo a riprodurre i tratti distintivi, di chi attraverso il proprio lavoro e la propria passione, rende questo processo fattibile. Questo vale anche per Marilina Nappi, una giovane produttrice di vino, che è riuscita negli anni, con fatica, come orgogliosamente lei stessa dice, di produrre vini, che parlino di lei e della sua terra, la Daunia. Cantine Spelonga hanno sede a Stornara, un piccolo comune nel cuore del Tavoliere daunio, da questo angolo di terra pugliese, venti anni fa partì la storia di Carmine e Maria Franca, i genitori di Marilina, che con forza decisero di realizzare qui la propria cantina. Un sogno in comune, che insieme hanno reso realtà, continuando a portare avanti quella tradizione di viticoltura, che da generazioni si tramandano, con la voglia di concentrarsi sui vitigni autoctoni, il Nero di Troia, in testa a tutti. Poi nel 2005 fa il suo ingresso in cantina Marilina, che oggi è il perno, insieme alla sua inseparabile mamma, di tutto il progetto di Cantine Spelonga. Negli anni Marilina è crescita insieme alla sua cantina, centrando obiettivi e vincendo sfide sempre più grandi, oggi è una donna consapevole e profondamente innamorata del proprio lavoro e dei suoi vini, nei quali si identifica, a tal punto che uno di questi porta il suo nome, il Marilina Rosè.

Marilina, ci racconti la storia di Cantine Spelonga?

La cantina è nata per una passione dei miei genitori, che gli era stata trasmessa a loro volta dai miei nonni, successivamente ho iniziato piano piano ad entrarci, nonostante i miei studi universitari. All’inizio il vino non mi piaceva, poi il corso per sommelier mi ha aperto un mondo e l’incontro con Leonardo Palumbo, oggi nostro enologo, è stata la mia figura di riferimento, mi ha insegnato tante cose, riuscendo a farmi personalizzare i nostri prodotti. Tutti i vini rispecchiano il nostro territorio, dopo gli studi sono entrata a pieno regime, negli ultimi anni anche mio fratello mi sta affiancando, nonostante lui faccia un altro lavoro. L’anno della prima vendemmia è il 2001, i miei genitori all’inizio hanno inseguito la tendenza di puntare sulle quantità, grazie alle mie idee più giovani e innovative la cantina ha intrapreso un cambio di rotta, producendo vini solo di qualità. Oggi produciamo 70 mila bottiglie, se in futuro dovessimo aumentare la produzione, la qualità rimarrà il nostro punto fermo. La nostra attuale selezione punta su otto etichette, una bollicina charmant, gli autoctoni da Nero di Troia e un outsider, una Falanghina. Tra poco avremo un nuovo prodotto, al momento non posso ancora svelare molto, ma sarà un rosso destinato a durare nel tempo.

Nella selezione c’è un vino che porta il tuo nome, un rosato, è il vino a cui sei più legata?

Si, devo dire che è anche un po’ il nostro vino di punta, grazie all’attenzione e ai consumi sempre in crescita dei vini rosati. Questo vino ha rappresentato una sfida perché non è certamente facile produrlo ed essendo un’amante dei rosati mi sono concentrata molto sulla buona riuscita di questo prodotto. È un Nero di Troia 100%, ben strutturato, dall’importante gradazione alcolica è un vino forte ma dall’innata eleganza, che si lascia bere a tutto pasto.

Tu e tua mamma Maria Franca siete l’anima di questa cantina cosa vuol dire lavorare insieme?

Inizialmente era lei quella attiva che partecipava agli eventi e che portava avanti il tutto, subentrando io devo dire che i ruoli si sono invertiti e ora mia mamma si occupa più dell’amministrazione. Io ora sono la figura a 360 gradi dell’azienda, che segue tutto dalla vendemmia alla vendita. Lavorare con mamma è bello, anche se a volte ci scontriamo riusciamo sempre a trovare la soluzione, ho una spalla forte su cui appoggiarmi. Mio papà Carmine mi controlla ma mi lascia tanto libera, si fida delle mie scelte.

La ripartenza dopo la pandemia spinge a puntare sull’enoturismo, voi cosa avete fatto in tal senso?

Noi organizziamo visite guidate nella nostra cantina  con degustazione, la gente ama scoprire cosa c’è dietro la bottiglia, ama conoscere le storie legate a questo mondo. Questa è la mia vita e io amo raccontarla, non ho un minuto libero e ne sono contenta. Ho iniziato il corso per sommelier come pretesto per poter frequentare Roma, adorandola ho fatto su e giù dalla Puglia per quasi due anni, poi la cosa bella è che tutto quello che vedevo e ascoltavo al corso lo potevo mettere in pratica direttamente in cantina.

Quali sono le ripercussioni che il Covid ha causato a una realtà come la vostra?

Esportiamo un 40% della produzione e nonostante i nostri distributori lavorino con il settore horeca durante il periodo del Covid non abbiamo risentito grazie alle vendite ai privati. In Italia la situazione è stata più difficile ma non ci possiamo lamentare ci siamo attivati con l’e-commerce, la pandemia ha velocizzato i tempi e abbiamo avuto un bel riscontro. Una cosa positiva è quella di aver potuto lavorare con più calma, anche il vino ha riposato più in bottiglia e quest’anno posso dire che i bianchi e i rosati sono migliori rispetto ai precedenti.

Progetti futuri dove vi vedranno puntare?

Io vorrei poter ampliare il panorama estero per far conoscere il mio territorio attraverso i miei vini.

Cosa vuol dire essere una donna pugliese?

Noi donne del Sud riusciamo a cavarcela in mille situazioni, abbiamo inventive particolari, forse sarà l’aria, il sole o il mare ma abbiamo una grinta e un’allegria che ci contraddistingue sia nella vita privata che in quella professionale. Siamo aperte al nuovo.

EXTREMA Falanghina Puglia IGP 2020 Giallo Paglierino dai riflessi dorati, con profumi intensi che aprono su note di frutti tropicali, ananas e papaya, un bouquet di fiori gialli e gelsomini si libera dal calice. Sentori minerali tipici del gesso e note salmastre si alternano in modo dirompente, rivelando un gusto così deciso, che punta ad ammaliare il palato prolungandosi nel tempo.

MARILINA ROSÈ Nero di Troia Puglia IGP 2020 Colore rosa intenso, un vortice di profumi si sprigiona dal bicchiere, lasciando percepire sentori di ciliegia, fragoline di bosco, che si intersecano a manciate di petali di rosa. In bocca diventa il protagonista indiscusso, imponendosi con la struttura e la freschezza, il primo sorso è destinato a persistere a lungo. L’affinamento più prolungato in bottiglia ha donato una maggiore verve a questo vino.

NERO DI TROIA Nero di Troia IGP 2018 Rosso rubino compatto. Al naso i profumi fruttati della ciliegia e dei frutti di bosco sono mitigati da intensi sentori mentolati, di eucalipto e macchia mediterranea. Le note speziate di pepe nero in grani, cardamomo e cannella regalano un tocco più morbido, che si riflette perfettamente anche al palato. In bocca i tannini scalpitano, lasciando emergere delle note vanigliate sul finale.

 

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